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venerdì 1 settembre 2017

Sulle tracce dei Longobardi

Basilica Autarena

Basilica Autarena

 Piazza Roma, 2 - 24045 Fara Gera d'Adda (BG)
Chiesa di San Salvatore

Complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia

 Via Musei, 81/bis - 25121 Brescia
Area archeologica del Capitolium

Area archeologica del Capitolium

 Via Musei, 57 - 25121 Brescia
Isola Comacina

Isola Comacina - Antiquarium

 Via Somalvico - 22016 Tremezzina, località Ossuccio (CO)
Castello di Pavia

Pavia Città

 Viale XI Febbraio, 35 (Castello Visconteo) - 27100 Pavia
Complesso basilicale di Santa Maria Maggiore

Complesso basilicale di Santa Maria Maggiore

 Via Castrovecchio, 2 - 27034 Lomello (PV)
Area archeologica di Castelseprio

Parco Archeologico e Antiquarium di Castelseprio

 Via Castelvecchio, 1513 - 21050 Castelseprio (VA)
Monastero di Torba

Monastero di Torba

 Via Stazione, 2 - 21040 Gornate Olona, frazione Torba (VA)
Necropoli longobarda di Arsago Seprio

Civico Museo Archeologico di Arsago Seprio

 Viale Vanoni, 20 - 21010 Arsago Seprio (VA)
Ex Monastero di Santa Maria Assunta

Monastero di Santa Maria Assunta

 Via Monastero - 21050 Cairate (VA)

Longobardi. Un popolo che cambia la storia


«Longobardi-Un popolo che cambia la storia»: è il titolo della mostra - l'evento culturale dell'anno per Pavia - che sarà aperta da venerdì 1 settembre fino al prossimo 3 dicembre nelle Scuderie del Castello Visconteo.
Giovedì 31 agosto è stata una fitta giornata di "anteprime": la presentazione alla stampa la mattina e l'inaugurazione a inviti nel tardo pomeriggio. 
Da venerdì la mostra sarà invece aperta al pubblico: poco meno di 100 giorni per celebrare un popolo di cui Pavia fu capitale.
Per dare le dimensioni di questa operazione, è sufficiente indicare alcuni numeri: quasi 100 i musei che hanno prestato le loro opere, 300 i pezzi esposti, 2 anni di lavoro preparatorio. 
Le otto sezioni della mostra, più due nelle sale soprastanti dei Musei civici, raccontano (in un allestimento insolito, colorato e accattivante curato da Angelo Figus) due secoli di storia durante i quali Pavia fu capitale del Regno.
La presentazione della mostra è avvenuta alla presenza del sindaco Massimo Depaoli, dell'assessore alla cultura Giacomo Galazzo, dei curatori Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi, del direttore dei Musei Civici pavesi Susanna Zatti e anche dei responsabili dei musei dove dopo il 14 dicembre la mostra farà tappa, ovvero il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l'Ermitage di S.Pietroburgo.
Sono 32 i siti e centri longobardi rappresentati, 17 i video originali e le installazioni multimediali, 58 i corredi funebri esposti. 
Tra le opere più interessanti in esposizione, il più antico dei codici contenete l'Editto di Rotari, le monete coniate dai singoli ducati, gli scheletri di cavallo e due cani dalla necropoli di Pogliano Veronese, i corni potori in vetro da Cividale e Castel Trosino e la spada longobarda simbolo della mostra.



domenica 9 luglio 2017

Luglio al museo: Arte in viaggio


Il viaggio come arricchimento delle conoscenze, apertura a nuove forme di espressione e rinnovamento spirituale, ma anche il fascino del Grand Tour, il viaggio intrapreso da aristocratici, intellettuali, scrittori verso tutti i paesi d’Europa, soprattutto l’Italia, così come i viaggi biblici, i viaggi letterari, quelli spirituali e quelli esotici: è questo il tema raccontato, in tutte le sue declinazioni, attraverso le immagini delle collezioni dei @museitaliani per la nuova campagna social che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha dedicato al mese di luglio. 
Dal Paesaggio con Viandante, particolare dell'affresco di Cesare Nebbia a Villa d’Este, al Viaggio per mare (lasciando Napoli) di Hendrik Christian Andersen, conservato nell’omonimo museo a Roma, dal Ritratto di Cristoforo Colombo ad opera di Cristofano dell’Altissimo in mostra agli Uffizi di Firenze a quello di Giuseppe Garibaldi di James Shotton, esposto al Compendio Garibaldino nell’isola di Caprera, dalla statua del Bernini, Enea, Anchise e Ascanio alla Galleria Borghese, al dipinto di Kikugawa Eizan, Processione di fiori nella foschia primaverile in mostra al Museo d’Arte Orientale di Venezia. 
E ancora la foto in bianco e nero dei primi anni del novecento, Gruppo con il fotografo sullo sfondo delle Piramidi di Giza, conservata all’Istituto Centrale per la Grafica, il Mosaico in bianco e nero con nave nel Piazzale delle Corporazioni del Parco Archeologico di Ostia Antica, fino al Paesaggio al Tramonto con viandanti di Jan Asselijn esposto nel Salottino Giallo del Palazzo Reale di Genova.

Anche per questo mese, dunque, una serie di locandine digitali animeranno @museitaliani, il profilo Instagram ufficiale degli oltre 420 musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. 
Il Ministero rinnova quindi l’invito ad una vera e propria caccia al tesoro digitale: i visitatori, muniti di smartphone o macchina fotografica, sono chiamati ad andare alla ricerca di pellegrini, viandanti, viaggiatori, scorci di viaggi reali e viaggi simbolici raffigurati in sculture, vasi, arazzi e affreschi delle epoche e delle collezioni più disparate. 
Tutti possono condividere le proprie foto con l’hashtag #arteinviaggio e “invadere” i social con opere da tutta Italia, seguendo il filo rosso che unisce, nella bellezza, le straordinarie collezioni dei Musei Italiani. 
La campagna è promossa su tutti i social network del MiBACT, ma ha il suo cuore nel profilo instagram @museitaliani. Il lancio di #arteinviaggio coincide inoltre con #TgrinTour, la campagna informativa della Rai, in collaborazione con il Touring Club, per promuovere il turismo e favorire la conoscenza dello sconfinato - e spesso poco noto - patrimonio culturale e paesaggistico italiano, mostrando così la bellezza e l’umanità del nostro Paese.

Una notte a Pompei

SALGONO A 53 I SITI UNESCO IN ITALIA


Salgono a 53 i siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. 
Dopo il riconoscimento attribuito ieri a un insieme di dieci antiche faggete italiane per una superficie di 2127 ettari nel contesto del sito ambientale transazionale delle Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa, la 41° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, in corso a Cracovia, ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco il 53° sito italiano. Si tratta delle "Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra - Stato di mare occidentale", un sito seriale transnazionale presentato nel 2016 dall'Italia insieme con Croazia e Montenegro all'Unesco a Parigi. Il sito raccoglie un insieme straordinario dei più rappresentativi sistemi difensivi alla moderna realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato di Terra e lo Stato di Mare. Per decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, entrano a far parte del sito Unesco le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda per l'Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro.

"Questo importante risultato - dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini - conferma il forte e pluriennale impegno dell'Italia nell'attuazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale Unesco. Un'opera preziosa che consente al nostro Paese di mantenere il primato del numero di siti iscritti alla Lista e di esercitare un notevole ruolo nella diplomazia culturale nel contesto internazionale".  

La candidatura è il risultato di un lungo e complesso lavoro di équipe. Coordinata a livello centrale dal MiBACT, ha visto la partecipazione di studiosi di chiara fama così come delle più alte cariche istituzionali e dei servizi tecnici dei Comuni coinvolti, dei rappresentati delle altre istituzioni territoriali insieme con gli uffici periferici del MiBACT. Una nutrita delegazione italiana era presente a Cracovia al momento della proclamazione. Oltre alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unesco, erano presenti tutti i protagonisti del progetto di candidatura: il MiBACT, i Sindaci dei Comuni coinvolti, esperti e tecnici che hanno partecipato al lungo lavoro intrapreso fin dal 2008.