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domenica 9 luglio 2017

Luglio al museo: Arte in viaggio


Il viaggio come arricchimento delle conoscenze, apertura a nuove forme di espressione e rinnovamento spirituale, ma anche il fascino del Grand Tour, il viaggio intrapreso da aristocratici, intellettuali, scrittori verso tutti i paesi d’Europa, soprattutto l’Italia, così come i viaggi biblici, i viaggi letterari, quelli spirituali e quelli esotici: è questo il tema raccontato, in tutte le sue declinazioni, attraverso le immagini delle collezioni dei @museitaliani per la nuova campagna social che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha dedicato al mese di luglio. 
Dal Paesaggio con Viandante, particolare dell'affresco di Cesare Nebbia a Villa d’Este, al Viaggio per mare (lasciando Napoli) di Hendrik Christian Andersen, conservato nell’omonimo museo a Roma, dal Ritratto di Cristoforo Colombo ad opera di Cristofano dell’Altissimo in mostra agli Uffizi di Firenze a quello di Giuseppe Garibaldi di James Shotton, esposto al Compendio Garibaldino nell’isola di Caprera, dalla statua del Bernini, Enea, Anchise e Ascanio alla Galleria Borghese, al dipinto di Kikugawa Eizan, Processione di fiori nella foschia primaverile in mostra al Museo d’Arte Orientale di Venezia. 
E ancora la foto in bianco e nero dei primi anni del novecento, Gruppo con il fotografo sullo sfondo delle Piramidi di Giza, conservata all’Istituto Centrale per la Grafica, il Mosaico in bianco e nero con nave nel Piazzale delle Corporazioni del Parco Archeologico di Ostia Antica, fino al Paesaggio al Tramonto con viandanti di Jan Asselijn esposto nel Salottino Giallo del Palazzo Reale di Genova.

Anche per questo mese, dunque, una serie di locandine digitali animeranno @museitaliani, il profilo Instagram ufficiale degli oltre 420 musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. 
Il Ministero rinnova quindi l’invito ad una vera e propria caccia al tesoro digitale: i visitatori, muniti di smartphone o macchina fotografica, sono chiamati ad andare alla ricerca di pellegrini, viandanti, viaggiatori, scorci di viaggi reali e viaggi simbolici raffigurati in sculture, vasi, arazzi e affreschi delle epoche e delle collezioni più disparate. 
Tutti possono condividere le proprie foto con l’hashtag #arteinviaggio e “invadere” i social con opere da tutta Italia, seguendo il filo rosso che unisce, nella bellezza, le straordinarie collezioni dei Musei Italiani. 
La campagna è promossa su tutti i social network del MiBACT, ma ha il suo cuore nel profilo instagram @museitaliani. Il lancio di #arteinviaggio coincide inoltre con #TgrinTour, la campagna informativa della Rai, in collaborazione con il Touring Club, per promuovere il turismo e favorire la conoscenza dello sconfinato - e spesso poco noto - patrimonio culturale e paesaggistico italiano, mostrando così la bellezza e l’umanità del nostro Paese.

Una notte a Pompei

SALGONO A 53 I SITI UNESCO IN ITALIA


Salgono a 53 i siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. 
Dopo il riconoscimento attribuito ieri a un insieme di dieci antiche faggete italiane per una superficie di 2127 ettari nel contesto del sito ambientale transazionale delle Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa, la 41° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, in corso a Cracovia, ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco il 53° sito italiano. Si tratta delle "Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra - Stato di mare occidentale", un sito seriale transnazionale presentato nel 2016 dall'Italia insieme con Croazia e Montenegro all'Unesco a Parigi. Il sito raccoglie un insieme straordinario dei più rappresentativi sistemi difensivi alla moderna realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato di Terra e lo Stato di Mare. Per decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, entrano a far parte del sito Unesco le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda per l'Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro.

"Questo importante risultato - dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini - conferma il forte e pluriennale impegno dell'Italia nell'attuazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale Unesco. Un'opera preziosa che consente al nostro Paese di mantenere il primato del numero di siti iscritti alla Lista e di esercitare un notevole ruolo nella diplomazia culturale nel contesto internazionale".  

La candidatura è il risultato di un lungo e complesso lavoro di équipe. Coordinata a livello centrale dal MiBACT, ha visto la partecipazione di studiosi di chiara fama così come delle più alte cariche istituzionali e dei servizi tecnici dei Comuni coinvolti, dei rappresentati delle altre istituzioni territoriali insieme con gli uffici periferici del MiBACT. Una nutrita delegazione italiana era presente a Cracovia al momento della proclamazione. Oltre alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unesco, erano presenti tutti i protagonisti del progetto di candidatura: il MiBACT, i Sindaci dei Comuni coinvolti, esperti e tecnici che hanno partecipato al lungo lavoro intrapreso fin dal 2008.

sabato 3 giugno 2017

La promozione televisiva e social del libro


A seguito dell’appello lanciato dal Ministro Dario Franceschini alle emittenti italiane per promuovere la lettura in televisione, il 24 maggio 2016 è stato firmato il 'Patto per la Lettura', sottoscritto dallo stesso Ministro dai vertici delle principali televisioni italiane: Rai, Mediaset, Sky, La7, Discovery Italia, TV2000. Tra i punti più importanti del patto, l'impegno delle tv a pubblicizzare e diffondere i progetti nazionali di promozione della lettura realizzati dal CEPELL per informare e coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini, a promuovere e valorizzare la letteratura specifica per bambini e ragazzi attraverso programmi e format rivolti ai più giovani, a creare occasioni di promozione della lettura e dei libri all’interno di ogni genere di programma e non esclusivamente nei contenitori culturali, a realizzare contenuti dedicati alla promozione della lettura in un’ottica multipiattaforma allo scopo di creare un’interazione con i nuovi media digitali e i social network; a creare e sviluppare approfondimenti e progetti sui più importanti appuntamenti italiani legati ad autori, titoli, generi e festival e a valorizzare la memoria dei grandi autori della letteratura italiana, in particolar modo in occasione di anniversari e ricorrenze.
Il gruppo di lavoro istituito con tutti i rappresentanti degli editori televisivi ha deciso di compiere il primo passo in occasione del Maggio dei Libri promosso dal MiBACT, quando in tutta Italia oltre 3000 iniziative sono dedicate al libro e al suo mondo, con la campagna multipiattaforma e trasversale ai broadcaster “Io leggo, e tu?”, presentata oggi in conferenza stampa dal Ministro Franceschini e dai rappresentanti delle emittenti aderenti: il Direttore Generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, il Presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, l’Amministratore Delegato La7, Marco Ghigliani, il Vice Presidente Esecutivo di Sky Italia, Riccardo Pugnalin, il General Manager di Discovery Italia, Alessandro Araimo, e il Direttore generale di TV2000, Lorenzo Serra. La campagna, con uno spot “madre” girato dal Centro Sperimentale di Cinematografia con la regia dell’ex allievo Paolo Santamaria, verrà trasmesso in tutte le reti televisive coinvolte, che a loro volta declineranno nei propri palinsesti una diffusa promozione del libro e della lettura attraverso spot autoprodotti, spazi nelle trasmissioni e interventi dei propri testimonial che verranno marcati con un logo animato realizzato per l’occasione. La campagna #ioleggoetu verrà rilanciata dai social attraverso gli account delle diverse reti interessate e del MiBACT, dove è già attiva la campagna #lartechelegge che attraverso locandine tratte dalle opere dei principali musei italiani coinvolge i visitatori nella ricerca e nella scoperta delle libro e della lettura nelle opere conservate nelle collezioni.
“Per il Maggio dei Libri – dichiara il Ministro Franceschini - le televisioni italiane sono mobilitate per avvicinare il pubblico alla lettura, un risultato forte e concreto che realizza il patto firmato un anno fa.”

Leonardo a Pavia


A Vigevano si possono trovare diverse testimonianze della presenza di Leonardo da Vinci nella stagione sforzesca delle grandi trasformazioni architettoniche ed economiche che venne inaugurata da Ludovico il Moro. Ma anche Pavia lo scienziato soggiornò a più riprese e la città conserva numerose tracce del suo passaggio.

Chi è davvero Monna Lisa? Quell'enigmatico sorriso potrebbe appartenere a Isabella d'Aragona, nipote di Ludovico il Moro e moglie di Gian Galeazzo Sforza, a Pavia dal 1488 al 1497; lo comproverebbero i simboli della casata, ben visibili sull'abito. Leonardo avrebbe dipinto il ritratto ufficiale della duchessa proprio al Castello Visconteo, tra colonne solo abbozzate nell'incompiuto quadro ora esposto al Louvre ma ben visibili, ad esempio, nella Vernon Gioconda (è negli Stati Uniti) e nell'Isleworth Mona Lisa (è in Svizzera). Entrambe queste versioni sembrano precedere la Gioconda parigina. Anche il disegno dell'Uomo Vitruviano trova maturazione a Pavia nel 1490, col protrarsi del soggiorno di consulenza sull'erigendo Duomo pavese, del quale, secondo la studiosa Anna Maria Brizio, Leonardo fu «uno dei due ingegneri ducali maggiormente implicati nei lavori». A Pavia Leonardo rende migliore la vita all'infelice Isabella (un'intesa, pare, forse più che intellettuale). Rimira l'antico monumento equestre del Regisole, prendendolo infine a modello del mai concluso «gran cavallo» che gli era stato commissionato in onore di Francesco Sforza. Quando riflette sulla sua avveniristica “città ideale”, prende spunto da una piacevole città «vissino a uno fiume», attraversata da canali a convergere nel “Tesino”.
Alcuni suoi disegni mostrano la perduta chiesa a croce greca di Santa Maria delle Pertiche e quella analoga di Canepanova. Si riscontrano poi sorprendenti analogie tra le bifore della Torre Bottigella e un disegno del Manoscritto B. Leonardo volle anche salire sulla torre di Boezio e certi suoi studi anatomici sulle gambe, osserva lo storico dell’arte Carlo Pedretti, «sembrano conservare il ricordo di una tale osservazione». Anche alcuni tra i suoi migliori disegni anatomici sono stati vergati a Pavia forse già nel 1487 e, in seguito, nell'autunno-inverno 1510-11, in sodalizio con Marc'Antonio della Torre, brillante «natomista» e professore di medicina presso lo Studium generale pavese. Insieme ai camini del Castello di Pavia, Leonardo disegna la pianta del “lupanario”, ovvero il bordello. Ma soprattutto passa il tempo tra gli antichi Codici della ricca libreria al Castello di Pavia, capitale culturale del Ducato.
Tra i suoi dipinti ve n'è almeno uno di probabile committenza pavese: è l'incompiuto San Girolamo , ora alla Pinacoteca Vaticana, che gli era forse stato commissionato dai Padri Gerolamini del convento di San Marino. Insomma, «venuto in Lombardia nel 1482 come musico, pittore, scultore ed architetto» scrive Edmondo Solmi «nel dicembre 1499 Leonardo parte dalla grande pianura padana scienziato e pensatore, non secondo a nessuno nel suo tempo».

Fonte: http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia

sabato 29 aprile 2017

1° MAGGIO AL MUSEO

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Lunedì 1° Maggio in occasione della Festa del Lavoro i principali musei, aree archeologiche e monumenti statali resteranno aperti, rispettando il normale piano orario e tariffario. 

Dal Museo di Palazzo Ducale di Mantova al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dai Musei Reali di Torino agli Scavi di Pompei, dal Parco Archeologico di Paestum alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma al Parco Archeologico di Ercolano che per l’occasione riaprono alcuni edifici della città, dalla Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo Ducale di Urbino al Museo Nazionale Archeologico di Taranto fino al Colosseo, sono oltre 340 i luoghi della cultura statali che cittadini e turisti potranno visitare per un lungo week end all’insegna della cultura.

giovedì 20 aprile 2017

Basta un "like"!



Invito tutti gli amici che seguono il blog a mettere anche un "like" sulla pagina: 


Grazie!

domenica 16 aprile 2017

Reggia di Caserta: il parco riapre il giorno di Pasquetta


Di Piero Rossano

E alla fine passò la linea Felicori. 
Come annunciato ieri dal Corriere del Mezzogiorno, che forniva una anticipazione dell’orientamento del manager della Reggia, il grande parco tornerà nuovamente fruibile anche il giorno di Pasquetta. 
Non accadeva dal 1992 per effetto dello stop caldeggiato dall’allora soprintendente Gian Marco Jacobitti e disposto dal prefetto dell’epoca Corrado Catenacci a causa dei danni subiti dal verde e dal patrimonio monumentale, vittime degli «assalti» di decine di migliaia di visitatori giunti per rinverdire la tradizione della gita fuori porta con al seguito vettovaglie e «Super Santos».
Ad ufficializzare la novità è stata una breve nota della direzione del monumento, diramata nel pomeriggio a qualche ora dalla conclusione della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza avente ad oggetto proprio la riapertura del parco. 
Il tutto nel giorno in cui a Palazzo reale di Caserta erano riuniti i responsabili delle più importanti Regge d’Europa per dare vita ad una «rete». Alla presenza del prefetto Arturo De Felice e dei vertici delle forze dell’ordine il direttore del monumento, Mauro Felicori, ha difeso la sua scelta: «Possiamo farcela, continuare a tenere chiuso il parco è anacronistico»
«Sono sicuro che il senso civico dei casertani premierà la fiducia che Felicori ha voluto accordare al territorio» ha commentato a caldo il sindaco Carlo Marino. 
E l’assessore comunale alla Cultura, Daniela Borrelli, ha aggiunto: «Penso che il capoluogo ed il territorio in questi anni siano cambiati. Ora tutti assieme dobbiamo dimostrare di meritare questa apertura di credito»
Dichiarazioni che fanno il paio, però, con i timori rilanciati per tutta la giornata di ieri sui social dopo la pubblicazione dell’articolo del Corriere . «Torneranno i Lanzichenecchi e la Reggia resterà ancora una volta vandalizzata» scrivevano in molti.

Lunedì 17, anche per arginare in qualche modo l’«assalto» previsto, i possessori degli abbonamenti annuali per l’ingresso al parco (si tratta dei residenti del capoluogo e dei comuni confinanti) se vorranno accedere dovranno corrispondere il prezzo del biglietto intero come tutti gli altri: 12 euro, comprensivo della visita degli appartamenti. 
E il varco di accesso al polmone verde dal centro della città (corso Giannone) resterà chiuso. 
Sarà fatto divieto di introdurre tavolini e sedie e di accendere fuochi (tipo barbecue). 
Ai tornelli saranno inoltre requisiti i palloni, in modo da impedire la trasformazione dei prati in tanti campi di calcio. 
Sull’incolumità dei visitatori veglieranno gli addetti alla vigilanza del parco (un centinaio su tre turni di lavoro) e le forze dell’ordine. 
Già da ieri sono state programmate più riunioni per mettere a punto un piano sicurezza. «Fidiamo sempre sul senso di responsabilità delle persone» ha commentato il capo di gabinetto della Questura, Vincenzo Palmiero.
«Eravamo favorevoli all’ipotesi di riapertura e siamo soddisfatti per come sono andate le cose» ha aggiunto Fabrizio Fusco, architetto e membro dell’Associazione «Amici della Reggia». 
«L’allineamento ad altre realtà sia italiane che estere è, a mio parere, da accogliere con favore».
Ultima volta nel ‘91 quando si contarono diversi danni per la grande affluenza (quasi centomila gitanti). 
Da allora gli ampi giardini sono sempre stati chiusi, a dispetto del vecchio editto borbonico che stabiliva di aprire al pubblico l’area il giorno dopo Pasqua


mercoledì 29 marzo 2017

L’Italia promuove il primo G7 della cultura

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Il 1 gennaio 2017 l’Italia ha assunto la Presidenza di turno del G7 e, nell’ambito delle iniziative programmate durante l’anno, organizza a Firenze il primo G7 in assoluto dei Ministri della Cultura sul tema “Cultura come strumento di dialogo fra i popoli”

La promozione del dialogo interculturale e la creazione di una coscienza condivisa rappresentano uno strumento essenziale al servizio della collaborazione, dell’integrazione, della solidarietà, della crescita e dello sviluppo sostenibile.

Promuovendo il primo G7 dei Ministri della Cultura e dei rappresentanti delle grandi organizzazioni mondiali, l’Italia conferma la volontà di esercitare il ruolo di leadership culturale: l’obiettivo è definire un documento comune sul tema della cultura come strumento di dialogo. La comunità internazionale potrà così ribadire il proprio impegno nel recuperare e preservare il patrimonio dell’umanità danneggiato dalle calamità naturali, colpito durante i conflitti e attaccato dal terrorismo e nel contrastare il traffico illecito dei beni culturali. Tra gli obiettivi del vertice anche un’intesa sulla necessità di prevedere una componente culturale nelle missioni di pace promosse dalle Nazioni Unite e di rendere permanente il vertice dei ministri della Cultura nei prossimi G7.

Firenze, città patrimonio UNESCO per la ricchezza e la bellezza dei suoi monumenti, dà così il benvenuto in Italia agli ospiti del G7 anche attraverso un intenso programma culturale realizzato per l’occasione. Qui, dove tra la fine del Trecento e la metà del Cinquecento si ebbe un’eccezionale fioritura della letteratura, delle arti, delle scienze, qui dove nacque il Rinascimento, oggi può prendere il via una nuova consapevolezza della comunità internazionale nei confronti del patrimonio culturale.

www.beniculturali.it/G7Culture


martedì 28 marzo 2017

La Storia dell’arte raccontata ai bambini

locandina

Di Antonella Corona

Un progetto promosso da ArtKids,  un’avventura nel mondo degli artisti e dei loro capolavori. 
I bambini incontreranno gli artisti e le loro storie attraverso racconti, immagini, suoni ed esperienze.  Vogliamo che l’arte non sia percepita come una “cosa” da leggere, imparare, guardare, ma diventi un’esperienza da vivere, un gioco da “fare”.  

Per questo proporremo 7 sale espositive che raccontino 7 artisti e 7 capolavori della storia dell’arte. Racconteremo attraverso video musiche e luci la storia di ogni artista e il contesto in cui ha lavorato, racconteremo il suo capolavoro come una pietra miliare della storia dell’arte.  In ogni sala sarà presente un laboratorio attività o un’animazione in cui verranno coinvolti i piccoli visitatori. 

Informazioni Evento: 

Telefono: +039 3946 4213 

Il cosmo magico di Leonardo da Vinci: l'Adorazione dei Magi restaurata

invito

Di Gabriella Brindani

L’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci torna agli Uffizi dopo sei anni dedicati al restauro e alle indagini conoscitive dell'opera, condotti dall'Opificio delle Pietre Dure con il sostegno economico degli Amici degli Uffizi. La tavola fu commissionata a Leonardo nel 1481 dai monaci agostiniani per la chiesa di San Donato a Scopeto; la partenza del maestro per Milano, nel 1482, determinò l’abbandono dell'opera, mai ultimata da Leonardo, tanto che alcuni anni più tardi i committenti fecero eseguire a Filippino Lippi un’altra pala d’altare con l’Adorazione dei Magi, terminata nel 1496. Il dipinto, interrotto da Leonardo dopo una lunga elaborazione preliminare, rimase per qualche tempo nelle case della famiglia fiorentina dei Benci, per poi entrare nelle collezioni dinastiche dei Medici. Costituisce oggi la tavola vinciana di più grandi dimensioni pervenutaci (cm. 246 x 243). Il suo restauro, oltre ad aver risolto alcuni problemi conservativi, ha consentito di recuperarne tonalità cromatiche inaspettate e la sua piena leggibilità, ricchissima di dettagli affascinanti che aprono nuove prospettive sul suo complesso significato iconografico. Con l’Adorazione dei Magi di Leonardo, viene esposta anche la versione eseguita da Filippino Lippi nel 1496, in un affascinante dialogo che farà emergere le diversità tra i due maestri e la loro differente interpretazione del soggetto, frutto delle mutazioni politiche e culturali intercorse a Firenze nell'arco di poco più di un decennio.


Info: 

Telefono: 05523885 

Sinibaldo Scorza (1589-1631) Favole e natura all'alba del Barocco

Sinibaldo Scorza: Due piccioni con un tordo. © Musei di Strada Nuova, Genova
Di Antonella Corona

Prima retrospettiva su Sinibaldo Scorza (1589-1631), affascinate protagonista della pittura genovese ed europea di primo Seicento, all’ “alba del Barocco” quindi, come opportunamente evidenzia il sottotitolo della mostra.
Anna Orlando, specialista riconosciuta a livello internazionale per i suoi studi sulla pittura fiamminga e genovese del Seicento, dopo il successo di “Uomini e Dei” sempre a Palazzo della Meridiana (febbraio - giugno 2016), aggiunge nel sottotitolo altre due annotazioni, “favole e natura”, a  focalizzare la capacità di questo maestro di trasporre sulla tela il racconto, partecipato e personale, di situazioni, atmosfere e ambienti. Accanto ai soggetti mitologici, come Circe  e Orfeo,  vi sono quelli in cui lo Scorza manifesta la propria passione per il mondo vegetale e animale, descritto con una qualità di dettagli che lo avvicina ad Albrecht Dürer, Paul Brill o Jan Brügel, ossia ai maestri fiamminghi che sappiamo per certo che Scorza vide nelle collezioni genovesi del tempo, studiò e copiò. 

Per il grande pubblico questa mostra fornirà l’occasione per avvicinarsi, per la prima volta, a un artista molto amato dagli esperti e collezionato nei musei del mondo, da Austin in Taxas alla National Gallery di Edimburgo, ma che, sino a questo appuntamento, non era mai stato raccontato da una grande esposizione né da una monografia.

Pittore notevolissimo, Scorza fu anche raffinato miniaturista, incisore, nonché straordinario e indefesso disegnatore. A quest’ultimo, specifico aspetto della sua produzione, I Musei di Strada Nuova, in Palazzo Rosso, a pochi passi dal Palazzo delle Meridiana, riservano una mostra parallela.

Per questa storica occasione, in Palazzo della Meridiana saranno riuniti oltre sessanta dipinti, a documentare il meglio della produzione dello Scorza e degli artisti con cui egli si è formato o si è confrontato. Ai dipinti, la mostra affiancherà anche una precisa selezione di   circa trenta tra disegni, incisioni e miniature, a voler evidenziare anche questi aspetti della effervescente, poliedrica personalità artistica dello Scorza.

Anna Orlando, affiancata da una ampia compagine di esperti, curerà un catalogo che è di fatto la prima monografia sul pittore. Il volume, edito da Sagep, offrirà l’occasione per aggiornare gli studi sullo Scorza, personaggio la cui vita assomiglia a un romanzo. 



Info: 

Telefono: 010 2541996 

giovedì 16 marzo 2017

Contattami!


Sono  disposizione per organizzare viaggi individuali e di gruppo in Italia e in Europa!

lunedì 13 marzo 2017

Marzo al Museo



Come ogni mese torna la campagna social promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività e del Turismo per promuovere le collezioni degli oltre 400 musei e luoghi della cultura statali in tutta Italia. Dopo aver celebrato la donna, il mese di marzo continua infatti all’insegna di una vera e propria caccia digitale ispirata anche alle locandine che animano il profilo Instagram @Museitaliani, alla scoperta dei mostri e delle creature fantastiche nell’arte. 
Centauri, unicorni, draghi, belve feroci, demoni e gorgoni, arpie e sfingi, leviatani e grifoni che gli artisti hanno rappresentato nel corso dei secoli in dipinti, vasi, sculture e arazzi, molto spesso proiezioni di angosce e paure, sogni e miti, e che li hanno consacrati a veri e propri simboli. 
Tra il sacro e profano, religione e mitologia, medioevo e romanticismo, l’arte è ricchissima da sempre di rappresentazioni di questo genere: dall’unicorno di Jan Soens, Bois-le-duc, nel particolare della Cacciata dal Paradiso Terrestre alla Galleria Nazionale di Parma, al drago raffigurato nel particolare di Orfeo di Marcello Provenzale alla Galleria Borghese di Roma, dal demonio in San Michele Debella di Marco Cardisco, conservato al Museo Capodimonte di Napoli, alla statua di Atteone trasformato in Cervo alla reggia di Caserta, fino alla Lotta di Centauri di De Chirico, conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. 
E ancora il demone alato rappresentato sulla lastra tombale conservata al Parco Archeologico di Paestum, la Medusa sul pavimento nella domus delle Gorgoni al Parco di Ostia Antica, fino alla serpe schiacciata dal santo nella Madonna in Trono con Bambino e Santi di Bernardino di Cola del Merlo e Sebastiano di Cola da Casentino, conservato al Munda de L’Aquila e alla Bestia dalle sette teste nell’Apocalisse, particolare dipinto nell’Abbazia di Pomposa a Codigoro, in provincia di Ferrara. 
Anche per questo mese l’invito rivolto ai visitatori è dunque quello di una vera e propria caccia al tesoro digitale nei musei italiani, muniti di smartphone o macchina fotografica, alla ricerca di figure di mostri e creature fantastiche in sculture, vasi figurati, arazzi e affreschi delle epoche e delle collezioni più disparate. Tutti possono condividere le proprie foto con gli hashtag #marzoalmuseo e #creaturefantastiche e invadere i social con opere da tutta Italia, seguendo un filo rosso che unisce, nella bellezza, le straordinarie collezioni dei Musei Italiani. La campagna è promossa su tutti i social network del Mibact, ma ha il suo cuore nel profilo instagram @museitaliani, nato lo scorso agosto, in occasione delle Olimpiadi di Rio, per rilanciare le opere del patrimonio culturale italiano dedicate allo sport.

2017: Anno dei "Borghi"

sabato 4 marzo 2017

Il Mondo di Leonardo



Il Mondo di Leonardo rappresenta un’occasione unica di scoperta e approfondimento del poliedrico genio leonardesco. I visitatori possono approfondire la produzione di Leonardo da Vinci attraverso oltre 200 macchine interattive in 3D e ricostruzioni fisiche funzionanti, in molti casi inedite e mai realizzate prima. Dall’analisi dei manoscritti sono state ricreate macchine inedite: la Clavi-Viola, il Leone Meccanico, il Sottomarino, la Balestra Veloce, il Grande Nibbio, il Pipistrello Meccanico, l’Automobile-Robot e molte altre.
La mostra offre l’opportunità ai visitatori di consultare gli scritti di Leonardo da Vinci in formato digitale e interagire con le sue invenzioni attraverso modalità inedite e coinvolgenti, alcune destinate espressamente ai più piccoli, come Il Laboratorio di Leonardo – che consente di assemblare le invenzioni leonardesche e stampare il proprio certificato d’inventore – e il Ponte Autoportante da assemblare fisicamente a partire dagli elementi lignei.
Per quel che riguarda la produzione artistica, il restauro digitale dell’Ultima Cena consente di indagare e scoprire i dettagli e i colori ormai perduti del celebre dipinto murale collocato nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, attraverso la tecnologia della realtà virtuale. 

Data Inizio: 01 marzo 2017 
Data Fine: 31 dicembre 2017 
Costo del biglietto: 12,00 euro; Riduzioni: studenti fino ai 26 anni €11; gruppi €10; ragazzi dai 7 ai 17 anni €9; gruppi scolastici €6; bambini fino ai 6 anni €1 
Prenotazione:Facoltativa 
Orario: tutti i giorni (compresi festivi) dalle 9:30 alle 22:30 
Telefono: 02-495.199.81 
E-mail: museum@leonardo3.net 
Sito web




mercoledì 8 febbraio 2017

Il Paradiso riconquistato...

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Il giorno 15 dicembre 2016 è stata inaugurata la mostra: "Il Paradiso riconquistato. Trame d'oro e colore nella pittura di Michele Giambono". 
La mostra, che avrà luogo nelle prime due sale dei nuovi spazi dell'Ala Mostre Temporanee dal 16 dicembre 2016 al 17 aprile 2017, vuole valorizzare e contestualizzare i risultati emersi durante il restauro della Pala del Paradiso, durato quattro anni, avviando una riflessione sull'identità di chi collaborò nell'esecuzione del dipinto con Giambono (Venezia, documentato dal 1420 al 1462). 
Il progetto espositivo, a cura di Paola Marini, Matteo Ceriana e Valeria Poletto, e allestito da Giulia Passante, riunisce temporaneamente 14 opere, che, oltre alla suddetta Pala, espone per la prima volta una Deposizione inedita da poco attribuita a Giambono, insieme a opere esemplari della produzione pittorica lagunare degli anni '30 e '40 del Quattrocento.
La mostra sarà aperta al pubblico ogni giorno dalle ore 10 alle ore 18

Informazioni Evento: 

Data Inizio: 15 dicembre 2016 
Data Fine: 16 aprile 2017 
Costo del biglietto: nessuno 
Prenotazione:Facoltativa 
Luogo: Venezia, Gallerie dell’Accademia 
Orario: dalle ore 10 alle ore 18 
Telefono: 041 5222247 
Fax: 041 5212709 
E-mail: carla.calisi@beniculturali.it ga-ave@beniculturali.it 


La "bellezza" ferita

Risultati immagini per la bellezz ferita

Il 24 agosto 2016 un forte terremoto colpisce il centro Italia. 
Il 26 e 30 ottobre 2016 un’altra scossa sismica “ferisce” Norcia e il territorio circostante. La Basilica di San Benedetto, la Concattedrale di Santa Maria Argentea e tutte le chiese della città e dintorni sono distrutte. I monaci, insieme alla popolazione, pregano in ginocchio nella piazza, dinanzi alla statua del Santo che ha fondato l’ordine benedettino. 
A seguito del sisma, la Protezione Civile, il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria, insieme con l’Ufficio Beni Culturali dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, hanno provveduto alla messa in sicurezza delle opere d’arte del territorio. Alcuni di questi capolavori, ricoverati nei depositi, saranno nuovamente mostrati al pubblico per raccontare la “ferita” subita dal patrimonio culturale della zona di Norcia.
Le opere, appartenenti all’Archidiocesi, che riportano le numerose “ferite” provocate dal recente sisma, saranno ospitate dalla città di Siena e protette all’interno delle sue viscere: nella cosiddetta “Cripta” sotto il Duomo, dedicato alla Vergine Maria, e nel percorso del Santa Maria della Scala, luogo principe dell’accoglienza, dai pellegrini agli infermi, dai bambini abbandonati, i gittatelli, fino agli indigenti, senza cibo né tetto. L’allestimento prevede un itinerario attraverso i capolavori prima custoditi all’interno di basiliche, santuari e pievi del territorio. Una serie di video, concessi dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e materiali fotografici di fotoreporter locali permetteranno inoltre la visione delle fasi di recupero delle opere dopo il terremoto.
L’esposizione documentaria, che si deve all’impulso dell’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, S.E. Mons. Renato Boccardo, in collaborazione con la Soprintendenza dell’Umbria, diretta dalla dott.ssa Marica Mercalli, è promossa dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Siena, diretto da Don Andrea Bechi, dal Rettore dell’Opera della Metropolitana di Siena, Gian Franco Indrizzi, e sostenuta dal Sindaco di Siena, Bruno Valentini, con l’organizzazione di Opera-Civita. L’iniziativa è seguita anche da Padre Abate Bernardo Gianni, Abbazia San Miniato al Monte.
Tale progetto permette la presentazione del territorio di Norcia e delle sue opere a un pubblico vasto che ogni giorno raggiunge la città di Siena, facendo conoscere al turismo internazionale la drammatica realtà delle zone terremotate, ma anche il forte orgoglio civico del popolo che le abita. Norcia, così danneggiata nel suo intimo, impetra ora una rinascita. 
I promotori e gli organizzatori hanno destinato un contributo economico all’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia per le fasi di restauro e ricostruzione. 

Anche Siena è stata colpita da una serie di terremoti tra il 1466 ed il 1467, ma Norcia e Siena sono unite soprattutto da forti motivazioni spirituali: Norcia è la città natale di San Benedetto, fondatore dell’ordine dei benedettini, e Siena ha dato i natali a San Bernardo Tolomei, fondatore della congregazione benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto.
Il progetto intende far conoscere la “ferita” che ha colpito la popolazione del territorio e il patrimonio culturale e sensibilizzare a contributi di restauro e di sostegno alle popolazioni colpite dal sisma.

Info e booking
bellezzaferita@operalaboratori.com    
www.operaduomo.siena.it