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domenica 10 febbraio 2013

Festa di San Valentino - 14 febbraio 2013

 
Nell'ottica di promuovere un avvicinamento sempre più coinvolgente del pubblico verso il nostro patrimonio culturale, soprattutto quello meno esplorato, ma non meno significativo, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, propone in occasione della Festa di San Valentino, l'ingresso di due visitatori al costo di un solo biglietto.
 

sabato 9 febbraio 2013

La Madonna di Lorenzo Ghiberti

 
Dopo quasi 6 mesi di lavori, e' stato completato il restauro della 'Madonna col Bambino' di Lorenzo Ghiberti.
L'opera e' stata presentata nella sede della Misericordia di Firenze di piazza Duomo.
L'opera del maestro fiorentino, di proprieta' della Misericordia, andra' ad arricchire dal prossimo 23 marzo la mostra in programma fino al 18 agosto a Palazzo Strozzi a Firenze ''La Primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze. 1400-1460''.
La raccolta lascera' poi l'Italia alla volta di Parigi, dove sara' ospitata dal 23 settembre al 6 gennaio 2014 nella sala Napoleone del Museo del Louvre.
La Madonna devozionale non sara' quindi presente nella sua collocazione abituale, ovvero nella nicchia del Vestibolo al piano terreno della Misericordia di Firenze, per molto tempo.

sabato 2 febbraio 2013

L’Aquila come cantiere per la ricostruzione

 
Si svolgerà giovedì 7 febbraio presso l’Archivio di Stato de L’Aquila, il seminario “ L’Aquila come cantiere per la ricostruzione “ dedicato ad approfondire in modo concreto ed operativo come la cultura, tutelata e valorizzata, diventi uno strumento di conoscenza e come insieme - cultura e conoscenza – contribuiscano allo sviluppo di un territorio, e nel caso specifico alla sua ricostruzione.

Il seminario rappresenta il secondo passo di un percorso iniziato a L’Aquila con l’inaugurazione – il 14 Dicembre 2012 - della mostra itinerante “Memoria/Futuro –Tecnologie per il patrimonio culturale” promossa nell'ambito del Tavolo di Concertazione MIUR-MiBAC (http://www.ricercainternazionale.miur.it/video/trailer_MF_master_h264.mov).

L’incontro aquilano del 7 Febbraio vuole rappresentare l’occasione per sostenere il cantiere L’Aquila attraverso una più serrata collaborazione tra il mondo della cultura quello della ricerca per sperimentare nuove tecnologie nel campo della tutela e conservazione del patrimonio culturale.
L’incontro è articolato in tre sessioni. Nella prima “La produzione di cultura : tutela e conservazione” verranno illustrati alcuni fra i più aggiornati studi finalizzati agli interventi di recupero e di conservazione del patrimonio.

Nella seconda sessione “ Da produzione di cultura a produzione di conoscenza” ci si interrogherà sul processo che porta la cultura e il patrimonio culturale a diventare patrimonio conoscitivo diffuso, cultura collettiva e coesione sociale.
Infine nella terza sessione “Cultura e conoscenza per la qualità della vita “ il focus sarà centrato su quelle tecnologie che rendono la cultura qualità di vita, avvicinandola attraverso servizi innovativi ai cittadini, turisti e più in generale city users.

PROGRAMMA

Ore 9,30 Introduzione
Prof. Ferdinando di Orio, Magnifico Rettore Università de L’Aquila
Arch. Antonella Pasqua Recchia , Segretario Generale Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Dott. Fabrizio Magani , Direttore Regionale Direzione Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo

Ore 10,00 Prima Sessione
La produzione di cultura : tutela e conservazione
Prof. Roberto Volpe, Università de L’Aquila
Il contributo dell’Università dell’Aquila nel settore dei Beni Culturali.
Arch.Nicola Masini ,CNR – Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (IBAM)
Approcci e tecnologie abilitanti per la diagnosi di pronto intervento e la gestione dell’emergenza: l’esperienza del CNR-IBAM sul patrimonio culturale a L’Aquila"
Prof.ssa Domenica Paoletti , Università de L’Aquila
Diagnosi mediante olografia e tecniche laser. Interventi su opere d’arte abruzzesi.
Prof. Raimondo Quaresima, Università de L’Aquila
Caratterizzazione e metodologie per la formulazione di malte per la conservazione delle murature antiche
Prof. Dante Galeota , Università de L’Aquila
Tecniche diagnostiche e tecnologie innovative nella progettazione degli interventi di recupero degli edifici storici aquilani danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.
Prof.ssa Giuliana Taglieri, Università de L’Aquila
La nano-calce nella conservazione dei Beni culturali.
Ing. Giandomenico Cifani, CNR- Istituto per le Tecnologie della Costruzione
Rischio sismico: prevenzione, emergenza e ricostruzione del patrimonio culturale

Ore 11,00 Seconda Sessione
Da produzione di cultura a produzione di conoscenza
Prof. Riccardo Pozzo, CNR – Direttore Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale
Dr. Sofi Pecarin, CNR – Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali ( ITABC)
Dott. Paolo Buonora, Direttore Archivio di Stato L’Aquila

Ore 12,00 Terza Sessione
Cultura e conoscenza per la qualità della vita
Dott. Mauro Annunziato, ENEA, Coordinatore progetto Smart City
Dott.ssa Heleni Pofyriou, CNR – Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali (ICVBC)

Ore 13,00 Conclusioni
Dott. Carmine Marinucci, Coordinatore tavolo di concertazione MIUR-MIBAC
Dott.ssa Francesca Traclò , Direttore Fondazione Rosselli

mercoledì 23 gennaio 2013

Turchia, italiani scoprono palazzo degli Ittiti

 
E' tornato alla luce un palazzo costruito intorno al 900 a.C. dal governatore ittita Katuwa, utilizzato anche durante tutta la dominazione assira. E' questa l'ultima scoperta della missione archeologica condotta dall'Universita' di Bologna nel sito di Karkemish, nella Turchia sud-orientale, al confine con la Siria, annunciata dal ''New York Times'', che ha intervistato il direttore degli scavi, Nicolo' Marchetti, docente di archeologia all'Alma Mater.
''Dopo un mese di scavi, la struttura architettonica ha cominciato piano piano a emergere - racconta Marchetti - La parte ovest e' gravemente danneggiata, ma spostandoci verso est abbiamo trovato porzioni meglio conservate". Il ritrovamento avvalora il lavoro degli storici, che attribuiscono a Karkemish il ruolo di citta'-chiave durante i secoli, facendone sede di governo sotto il potere babilonese, ittita, assiro e infine anche romano.
Ma il progetto, sottolinea il ''New York Times'', non si fermera' con il compimento degli scavi: Marchetti prospetta, nel giro di qualche anno, la nascita di un parco archeologico e ambientale che coinvolga e rilanci l'economia di Gaziantep. Questa regione turca, infatti, e' soprattutto agricola e sta subendo i duri colpi del succedersi dei conflitti, oltre al danneggiamento del mercato a causa del contrabbando lungo i confini siriani.

lunedì 14 gennaio 2013

Celebrazioni del passaggio di Enrico VII a Poggibonsi

 

Sarà un 2013 all'insegna della storia di Poggibonsi sotto il nome di Enrico VII, l'imperatore del Sacro Romano Impero che settecento anni fa sostò nell'area della città valdelsana. L'amministrazione comunale infatti, assiemeComitato Arrigo VII ed alla società Archeotipo Srl ha organizzato un calendario di iniziative che si svolgeranno da gennaio a dicembre 2013 dal titolo "Un tuffo nel passato: storie, gesta, tradizioni, personaggi e mestieri al tempo di Enrico VII".
"Vogliamo raccontare, conoscere e rivivere la storia millenaria di Poggibonsi - spiega l'assessore alla Cultura Susanna Salvadori - Grazie al recupero ed agli scavi archeologici della Fortezza e del Cassero conosciamo molto del nostro passato ed in quest'anno vogliamo ricordare con tanti piccoli eventi un momento importante per l'identità valdelsana: il passaggio dell'Imperatore Arrigo e la posa della prima pietra di Monte Imperiale".
Si comincia venerdì 18 gennaio alle 10 quando al teatro Politeama (Sala Maggiore) sarà presentato il vincitore del concorso "Il logo di Arrigo nella matita delle scuole della Valdelsa", sono stati infatti i ragazzi delle scuole locali a realizzare il logo che sarà presente in tutte le iniziative relative alle celebrazioni.

Il riconoscimento al vincitore sarà assegnato dopo i saluti ufficiali dell'amministrazione comunale e del Comitato Arrigo VII. Alle 11,30 poi è prevista una visita all'esposizione dei bozzetti partecipanti al concorso e mostrati in Sala Set del Politeama.

La mostra ufficialmente si inaugurerà il giorno successivo, sabato 19 gennaio quando alle 17 interverranno Mauro Minghi, del laboratorio Costantino Marmocchi e del Comitato Arrigo VII e Marco Valenti dell'Università di Siena dopo di che sarà esposto il plastico "Poggibonsi al tempo di Enrico VII" che illustra la città che Arrigo trovò nella sua permanenza nel nostro territorio, realizzato dal Laboratorio Costantino Marmocchi a partire dal disegno ricostruito da storici locali.
 
La mostra resterà aperta sabato 19 dalle 17 alle 20, domenica 20 e lunedì 21 dalle 16 alle 20. 

Info: http://www.comune.poggibonsi.si.it
 


 

 

 

Un popolo da riscoprire

di Marco Respinti
 
 

Ricostruzione dell’aspetto originario dell’Altare del duca Ratchis conservato al Museo Cristiano di Cividale del Friuli – 737-744.
 
 
I Longobardi sono un popolo bistrattato. Chi enfatizza il ruolo avuto dai Franchi nella costruzione della civiltà europea li considera maldestremamente solo una palla al piede. Chi pecca di nazionalismo ante litteram ne esagera invece anacronisticamente l’importanza. Per questo, contro ogni distorsione neoguelfa o neoghibellina, I Longobardi. Dalle origini mitiche alla caduta del regno in Italia di Nicola Bergamo (LEG, pp. 230, euro 22) è un libro salutare.
L’autore – veneziano, classe 1977, laureatosi a Ca’ Foscari, titolare di un Master of Arts alla Queen’s University of Belfast, borsista alla University of Notre Dame di South Bend, nell’Indiana, e ora dottorando alla prestigiosa École des hautes études en sciences sociales di Parigi – è un bizantinista. Per ciò sa collocare la vicenda longobarda nel contesto giusto, restituendo a essa profondità.
Nel suo studio, dotto ma fruibile anche dai non specialisti, Bergamo ripercorre la bisecolare sfida per il dominio del suolo italico che oppose questa popolazione germanica all’Impero Romano d’Oriente. Molte sono le pagine gustose di una vicenda affascinante che, guidato dal giovane studioso, il lettore può finalmente tornare ad assaporare, dall’accurata ricostruzione della religione odinica, professata originariamente dai Longobardi venuti dal Nord e transitati per l’Est, alla loro conversione al cristianesimo, passata attraverso l’eresia ariana (ma in forma blanda, spiega Bergamo). È però il quadro d’insieme il valore aggiunto del suo libro. Perché con lui i Longobardi tornano a essere i grandi traghettatori dell’Italia dalla tarda antichità al Medioevo, allorché si adoperarono per cementare un ordine sostenibile dopo il tracollo delle istituzioni romane e i trambusti delle guerre gotiche.
Così facendo, infatti, i Longobardi diedero allo Stivale un futuro che altrimenti sarebbe stato impensabile. Per quanto paradossale sembri, fu proprio questo popolo pagano e barbaro a risuscitare l’idea romana di una civitas identitaria basata sulla comunanza culturale e non sul sangue; e il Paese dei mille campanili, omogeneo ma non omologato, ne è ancora l’eredità più feconda.
Opponendosi con successo a Bisanzio, i Longobardi operarono dunque la prima, fondamentale «scelta occidentale» dell’Italia. Altrimenti il Grande Scisma d’Oriente del 1054 avrebbe travolto anche la penisola; e chissà cosa sarebbe stato del Belpaese orientalizzato allorché l’islam prima e il comunismo dopo travolsero tutto l’Est…
Senza volerlo né saperlo, forgiarono l’Italia in un bastione a difesa persino di quella Roma papale che alla fine li scaricò per un altro amore, la restaurazione dell’Impero Occidentale. Riuscirono là dove i Goti mancarono, diedero una possibilità al futuro, restituirono all’Italia la sua vocazione storica, furono il suo vero Risorgimento e poi scomparvero dopo avere interpretato una trama più grande di loro da protagonisti inconsapevoli. Quasi provvidenziali.
da “Libero”, 13/12/2012.