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giovedì 5 febbraio 2015

Primo scavo archeologico nella navata centrale della Basilica di San Colombano a Bobbio

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Il 9 febbraio partirà il primo scavo archeologico nella navata centrale della Basilica dove è sepolto il Santo e a lui dedicata.
Un team internazionale di archeologi indagherà per la prima volta le strutture sepolte più antiche del complesso monastico, raccontando ogni giorno in diretta quanto emerso dagli scavi.

Le indagini rientrano nel progetto Making Europe: Colombanus and his Legacy che culminerà il 21 e 22 novembre 2015 con un convegno e una mostra.
Lunedì 9 febbraio sarà avviato un saggio di scavo nella Basilica di San Colombano alla ricerca delle fasi più antiche dell’edificio di culto fondato dal monaco Irlandese e dai reali Longobardi. E’ la prima volta che viene condotta un’indagine archeologica nel complesso monastico di Bobbio.

Fondato agli inizi del VII secolo dai reali longobardi e dal santo irlandese Colombano, del quale proprio a Bobbio si venera il corpo, nel Medioevo il monastero fu uno dei più importanti centri di spiritualità e cultura dell’Europa cristiana, meta di pellegrinaggio internazionale tra i paesi d’Oltralpe e il Mediterraneo.
Nonostante l’eccezionalità del sito, dell’antica abbazia e delle sue strutture, si hanno pochissime informazioni sul primo periodo di esistenza della comunità religiosa.
Le prospezioni georadar effettuate nel 2014 avevano individuato all’interno della basilica di San Colombano un’area con una particolare concentrazione di evidenze strutturali sepolte, ancora conservate, in cui sarà ora possibile procedere con il saggio di scavo. Il sondaggio stratigrafico consentirà di indagare la consistenza del giacimento archeologico ancora conservato e, si spera, di mettere in luce elementi delle fase edilizie più antiche del complesso monastico.
Questo importante traguardo è frutto di un’intensa collaborazione scientifica tra Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna, Università del Piemonte Orientale, National University of Ireland-Galway e CNRS (UMR ARTeHiS), nel quadro del grande progetto internazionale Making Europe: Colombanus and his Legacy che coinvolge ricercatori di tutta Europa (Italia, Francia, Irlanda, Gran Bretagna, Svizzera, oltre alla partecipazione di studiosi statunitensi), specialisti nelle diverse discipline storiche, archeologiche, archivistiche, linguistiche, paleografiche e agiografiche. Il progetto, incentrato sulla figura di Colombano, sui monasteri fondati dal santo e sulla sua eredità, spirituale e culturale è stato avviato nel 2010.

Già nel maggio 2013, l’Università del Piemonte Orientale e la National University of Ireland-Galway, con il coordinamento della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna, avevano effettuato indagini geomagnetiche nel castello malaspiniano e nel giardino vescovile in Bobbio. Successivamente, dal 30 aprile al 2 maggio 2014, un team di studiosi italiani e francesi (Università del Piemonte Orientale, CNRS-UMR ARTeHiS, Université Paris 6) coordinati della Soprintendenza, aveva condotto una campagna di ricerca archeologica con indagini georadar nel centro storico di Bobbio. Fu accuratamente scandagliata una vasta area del monastero sia all’interno che all’esterno della basilica –il chiostro, l’edificio del Museo della Città, il giardino, Piazza S. Fara e Piazza S. Lorenzo- e, pur in assenza di scavi, furono individuate a diverse profondità alcune strutture sepolte, pertinenti a varie fasi edilizie dell’antico monastero.

Queste indagini sono state la premessa all’avvio della nuova stagione di ricerche archeologiche sul monastero che si apre il 9 febbraio.
Grazie a un contributo dell’Università di Galway, partner del progetto di ricerca, l’Università del Piemonte Orientale ha organizzato un cantiere scuola in Archeologia Medievale, cui parteciperanno studenti italiani, irlandesi e francesi e nel cui ambito si svolgerà lo scavo, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza (archeologa Roberta Conversi) e dell’Università stessa (Eleonora Destefanis). La ditta esecutrice dello scavo archeologico sarà Archeogeo s.n.c. (responsabile esecutivo Davide Casagrande), di Mandello del Lario (LC).

L’indagine archeologica verrà effettuata nella navata centrale dopo la rimozione di una porzione di pavimento in cotto, eseguita da un restauratore qualificato individuato dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Piacenza e Bobbio, committente e direttore dei lavori, già autorizzati anche dalla Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza.
Partner fondamentali del progetto, da subito appoggiato e condiviso, sono anche la Parrocchia di S. Colombano e la Diocesi di Piacenza-Bobbio, in primis Sua Ecc. il Vescovo e l’arch. Manuel Ferrari, direttore dell’Ufficio Beni Culturali.
I risultati dello scavo archeologico verranno condivisi quotidianamente con la cittadinanza, il pubblico e tutti coloro che vorranno esserne aggiornati. È infatti previsto che ogni pomeriggio, dal lunedì al venerdì verso le 16.30, alla fine dell’attività di scavo, archeologi e studenti presentino al pubblico una sintesi di quanto emerso. Questo perché lo spirito del progetto è proprio di condividere fin da subito le informazioni e renderle patrimonio culturale comune dell’Europa.

Il momento culminante del progetto sarà il convegno internazionale che si terrà a Bobbio il 21 e il 22 novembre 2015, in cui verranno presentati i risultati definitivi di questi anni di ricerca a tutto campo.
Il convegno, organizzato per le solenni celebrazioni del XIV centenario della morte di S. Colombano, avvenuta proprio a Bobbio il 23 novembre 615, farà seguito ad altri meeting che si terranno a Bangor (Irlanda del Nord) e Luxeuil (Francia). Sarà incentrato sui temi del culto e della memoria di S. Colombano su scala europea e vedrà la partecipazione di studiosi europei e nordamericani che hanno approfondito la figura del santo, il suo apporto al monachesimo altomedievale occidentale e il ruolo dei monasteri di sua fondazione quali centri di pellegrinaggio internazionale, a partire da quello di Bobbio.

Il convegno sarà affiancato da una mostra dove saranno esposti i materiali rinvenuti nello scavo della Basilica, altri preziosi manufatti provenienti dalle valli piacentine e risalenti all’epoca di S. Colombano, oltre a importantissimi manoscritti prodotti dallo scriptorium monastico e reliquiari risalenti al primo medioevo.

informazioni scientifiche di
Roberta Conversi, Museo Archeologico Nazionale di Parma, tel. 0521 233718, roberta.conversi@beniculturali.it
Eleonora Destefanis, Università del Piemonte Orientale, eleonora.destefanis@lett.unipmn.it

nella foto: La navata centrale dela Basilica di San Colombano a Bobbio con la zona transennata dove saranno effettuati gli scavi

Comunicazione istituzionale a cura della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna (ref. Rapporti con i Media, Carla Conti)
Via Belle Arti n. 52 – 40126 Bologna (Italy)
tel. (+39) 051.223773 – 051.220675 – 051.224402 (interno 123) – fax (+39) 051.227170


mercoledì 4 febbraio 2015

Il ritorno di Teodolinda


Venerdì 6 febbraio 2015 alle ore 11,30, presso il Museo e Tesoro del Duomo di Monza, si terrà la conferenza stampa per la fine dei restauri della Cappella di Todolinda.
Interverranno: Saluti di Mons. Silvano Provasi, Arciprete del Duomo di Monza, Franco Gaiani, Presidente della Fondazione Gaiani, Bertrand Du Vignaud, Presidente del World Monuments Fund Europe, Cristina Cappellini, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, Arnoldo Mosca Mondadori, Consigliere d’amministrazione delegato alla Cultura della Fondazione Cariplo, Chairman: Tommaso Ricci, Rai2.
“Osserva tu che passi, come i volti appaiano vivi e quasi respirino...”. 
Così gli Zavattari, nel Quattrocento, descrivevano quello che sarebbe diventato il capolavoro del Gotico Internazionale. 
Oggi, dopo sei anni di restauro e un lungo lavoro di tutela, viene finalmente restituita all'Europa e all'Italia nella sua completa bellezza la Cappella di Teodolinda, nel Duomo di Monza.
I giornalisti per accreditarsi sono pregati di scrivere a Simone Raddi all'indirizzo: gestione2@studioesseci.net.
 Seguirà aperitivo al Tearose Cafè in Piazza Duomo.


sabato 31 gennaio 2015

Febbraio al Museo



Parte con un'apertura straordinaria la rassegna "Febbraio al Museo", promossa dal Comune di Siena per valorizzare i suoi straordinari tesori, racchiusi nelle sale del Santa Maria della Scala e del Museo Civico di Palazzo Pubblico, a Siena. Per tutto il mese di febbraio il complesso museale di Piazza del Duomo sarà visitabile gratuitamente anche ai turisti, oltre a offrire un calendario di otto percorsi guidati tematici, mentre al Museo Civico andrà di scena il teatro, con le performance di attori alla scoperta di storie e aneddoti del Medioevo.

Domenica 1 febbraio apertura straordinaria della Fototeca Giuliano Briganti. Il primo appuntamento, in programma domenica 1 febbraio alle ore 11.00, presso il Santa Maria della Scala, condurrà i visitatori alla scoperta della Fototeca Giuliano Briganti e delle antiche tecniche fotografiche. La fototeca Giuliano Briganti, dal nome dello storico dell'arte e professore universitario che per primo ha raccolto le 50mila fotografie che la costituiscono, è divenuta patrimonio mobile dell'amministrazione comunale nel 1998. Interessante strumento per gli studiosi del settore storico artistico, è divenuta anche punto di riferimento per la storia della fotografia. Dalla sua apertura al pubblico, avvenuta nel febbraio del 2006, omaggi e comodati d'uso hanno permesso l'ampliarsi della collezione che ad oggi consta di oltre 70mila immagini analogiche, dedicate principalmente alla ripresa di opere d'arte. Il patrimonio della fototeca racchiude esemplari antichi e testimonia l'evoluzione della tecnica grazie alla presenza di carte salate, stampe al carbone, stampe all'albume, negativi e diapositive in vetro per un arco temporale che va dal 1850 agli anni novanta del XX secolo. Inoltre dal 2014 è stato costituito un primo nucleo di fotografia contemporanea, con la raccolta di scatti digitali eseguiti dai fotografi partecipanti al Primo Concorso Fotografico La Notte del Museo. Grazie al contatto diretto con fototipi originali, i visitatori saranno accompagnati alla scoperta della tecnica fotografica antica.

I prossimi appuntamenti. Le visite guidate tematiche al Santa Maria della Scala proseguono con nuovi appuntamenti al costo di 5 euro il giovedì pomeriggio, dalle ore 15.30 alle ore 17.00 e la domenica mattina, dalle ore 11 alle ore 12.30. Il prossimo appuntamento si terrà giovedì 5 febbraio con una visita dedicata al Museo archeologico, che spazierà tra archeologia, storia, storia del collezionismo e moderna indagine archeologica. Il primo appuntamento di febbraio al Museo Civico, invece, è in programma sabato 7 febbraio alle ore 16.30, in compagnia degli attori de LaLut nelle vesti di 'guide d'eccezione': un antico pellegrino, il Podestà, Duccio di Buoninsegna, Simone Martini e i personaggi che, ad ogni appuntamento, 'usciranno' dalle opere d'arte. I percorsi teatrali hanno una durata di circa 50 minuti e sono a pagamento, al costo di ingresso del Museo.

Info e orari: Santa Maria della Scala
Il complesso museale Santa Maria della Scala in piazza del Duomo e la mostra "Il corpo e l'anima. I luoghi e le opere della cura ospedaliera in Toscana dal XIV al XIX secolo", allestita fino al 1 marzo 2015, sono visitabili tutti i giorni, escluso il martedì: il lunedì e mercoledì dalle ore 10.30 alle ore 16.30 e, dal giovedì alla domenica, dalle ore 10.30 alle ore 18.30. L'ingresso, oggi già gratuito per i residenti del Comune di Siena ad eccezione che per le mostre temporanee, sarà accessibile gratuitamente anche per i turisti. Le viste guidate, aperte ad un massimo di 25 partecipanti, si terranno la domenica, dalle ore 11 alle ore 12.30, e il giovedì, dalle ore 15.30 alle ore 17, al costo di 5 euro. E' preferibile la prenotazione al numero 0577 534511 o via email a infoscala@comune.siena.it

Info e orari: Museo Civico
I percorsi teatrali si svolgeranno ogni sabato di febbraio - il 7, 14, 21, 28 febbraio alle ore 16.30 - e hanno una durata di circa 50 minuti. Il prezzo intero del biglietto senza prenotazione è di 9 euro; intero con prenotazione e ridotto senza prenotazione 8 euro, ridotto con prenotazione 7,50 euro. Per le istituzioni formative senza prenotazione il prezzo è di 4.50 euro, con prenotazione 4 euro. Il biglietto famiglia (2 adulti + minori con età superiore ad anni 11) è di 22 euro. Per le prenotazioni è possibile telefonare ai numeri 0577 292223 - 0577 534511 o inviare un'email a museocivico@comune.siena.it

domenica 25 gennaio 2015

Dalla Canonica spunta un eccezionale gioiello antico

La fibula scoperta a Montieri ed...

Oro, pietre preziose e smalti per chiudere un mantello o impreziosire un vestito. Un accessorio del genere oggi lo definiremmo glamour eppure si tratta di un eccezionale ritrovamento archeologico, un gioiello medievale databile intorno all'anno Mille e proveniente dagli scavi della canonica di Montieri (Grosseto).

Sabato 24 gennaio la Soprintendenza lo ha esposto per la prima volta al pubblico nella Pinacoteca Senese dove per il momento potrà essere ammirato in tutta la sua bellezza.

La fibula (spilla)  d'oro e gemme era stata sepolta a scopo votivo nella chiesa della canonica dalla particolarissima pianta esapetala, cioè a fiore.

A fare il ritrovamento l'archeologo senese Jacopo Bruttini che fa parte del team della grossetana CoopEra. La cooperativa ha curato gli scavi a Montieri sotto la direzione scientifica dell'Università di Siena e comprende giovani archeologi e guide professionistiche.

giovedì 22 gennaio 2015

La Francigena al centro dell'Europa


La Francigena al centro dell'Europa: su questo tema verterà il secondo forum "Comuni in Cammino", organizzato dal Comune di Monteriggioni in collaborazione con l'Associazione Europea delle Vie Francigene e l'Associazione Toscana delle Vie Francigene. L'intera giornata di sabato 24 Gennaio, presso il complesso monumentale di Abbadia Isola, sarà dedicata al tema "L'Europa è qui - Francigena, tesoro europeo". Alla giornata parteciperanno, oltre a rappresentanti da tutta Europa dei comuni che gravitano sulla Via Francigena, anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il Ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini.

Il programma dei lavori - Il programma dei lavori prevede il ritrovo alle ore 8.30 presso il complesso di Abbadia Isola. Dopo il trasferimento in navetta a Monteriggioni, alle ore 9.30 inizierà una camminata sulla via Francigena fino allo stesso complesso di Abbadia Isola. Dalle ore 11,30 sono previsti gli interventi di Raffaella Senesi (Monteriggioni), Sandro Santini (presidente Associazione Toscana delle Vie Francigene), Massimo Tedeschi (presidente Associazione Europee delle Vie Francigene), Velia Coffey (Canterbury), Roger Vache (Association Via Francigena France), Roland Daverdon (Champagne Ardenne), Gaetan Tornay (Regione Basso Vallese), Giovanni D'Agliano (Regione Toscana), Giuseppe Costa (Regione Lombardia), Federico Ceschin (Via Francigena nel Sud), Paolo Piacentini (MIBact). A conclusione interverranno anche la parlamentare europea Silvia Costa, il governatore della Toscana Enrico Rossi. Concluderà il ministro Dario Franceschini. Alle 14.45, dopo il light lunch, è in programma un workshop rivolto agli operatori della Francigena: manutenzione, percorso, segnaletica, accoglienza, servizi al pellegrino e camminatori.

Il sindaco di Monteriggioni - «Il passaggio dei pellegrini su questa via - dice il sindaco Raffaella Senesi - ha permesso alle diverse culture europee di comunicare e di venire in contatto, forgiando la base culturale, artistica, economica e politica della nostra Europa. Mi sento di dire che questa Via possa essere considerata l'insieme di quei valori che sono alla base di una comunità. Valori che dobbiamo difendere, tutelare e custodire e che invece abbiamo visto calpestati non più tardi di una settimana fa in Francia».

Torna a risplendere la Cappella di Teodolinda

La storia del restauro della Cappella di Teodolinda costituisce un prodigioso esempio di mecenatismo privato, capace negli anni di dialogare con la Soprintendenza, la Regione, la Diocesi, la Fondazione Cariplo e il World Monuments Fund per raccogliere fondi (2.450.000 euro) ed investirli nella valorizzazione delle pitture murali degli Zavattari, il più imponente ciclo gotico presente in Italia che ha fatto guadagnare alla Cappella del Duomo il titolo di “Sistina del Nord Italia”.
Grazie all’impegno della Fondazione Gaiani, ente responsabile della gestione e della tutela del patrimonio artistico del Duomo, e al suo solido progetto di restauro, nel corso di sette anni ha preso forma un cantiere in cui sono state condotte importanti analisi diagnostiche e ricerche scientifiche ed è stata portata avanti un’opera di sorprendente recupero con l’impiego delle tecnologie più avanzate in ogni fase dei lavori.
L’illuminata amministrazione della monumentale riqualificazione del gioiello pittorico che ripercorre le più importanti tappe della vita della regina dei Longobardi che cristianizzò i pagani e con il Duomo fondò la prima chiesa, giunge oggi a felice conclusione e, nell’anno dell’Expo, riapre le porte in due battute. Il pubblico potrà ammirare la rilucenza dei mantelli e delle armature, dei broccati e delle architetture di sfondo delle 45 scene distribuite lungo 500 metri già dal 15 gennaio 2015 (previa prenotazione al numero 039.32.63.83 o via e mail: info@museoduomomonza.it) quando sarà consentito l’accesso ai ponteggi utilizzati per il cantiere. Dopo Pasqua si provvederà poi a smantellare le impalcature per l’inaugurazione ufficiale.

L'Arnina di Lorenzo Bartolini. Il marmo ritrovato

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La Galleria dell'Accademia di Firenze invita all'anteprima stampa e presentazione della mostra "L'Arnina di Lorenzo Bartolini. Il marmo ritrovato per Giovanni degl'Alessandri. La mostra è curata da Lia Brunori che ha firmato pure il catalogo edito da Sillabe.
La presentazione della mostra è in programma per lunedì 17 novembre alle ore 12 nella Galleria dell'Accademia (via Ricasoli 58, Firenze).

La pubblicazione di Sillabe è dedicata alla ritrovata Arnina di Lorenzo Bartolini – l’unica versione in marmo sin qui riemersa fra quelle eseguite dallo scultore –, e accompagna la piccola mostra curata con attenzione da Lia Brunori, Vicedirettrice della Galleria dell’Accademia.

Il catalogo coincide inoltre con il numero inaugurale della nuova serie di ‘Quaderni di studio della Galleria’, concepiti per offrire un ulteriore strumento di approfondimento sui temi relativi alle diverse collezioni ospitate nel museo, una collana scientifica.

Il rientro definitivo alla Galleria dell’Accademia dal Museo Civico di Prato del calco in gesso per la scultura ritrovata dopo un lungo periodo di deposito segna l’avvio di una nuova fase di collaborazione tra i due poli culturali.

Quattro saggi brevi e intensi, in primis quello dello studioso John Kenworthy-Browne, precedono una selezione di quindici opere relative al capolavoro.